Gianni Nappa
Un pulcinella tragico e comico al tempo medesimo, sullo sfondo di un teatro dell’arte corrusco, popolato di animali simbolici in una natura che sovrappone l’illusionismo alla realtà, potrebbe essere l’emblema della focosa pittura di Gianni Nappa. Scenografo, narratore fantastico, suscitatore di emozioni, rivela una accentuata propensione per gli effetti che realizza con grande ricchezza di fantasia e con una esuberanza tutta meridionale. La sua pittura è fatta di grida, di slanci e tuttavia non cade nel declamatorio, semmai nell’ossessivo ma col preciso scopo di provocare lo spettatore, di renderlo partecipe di un dramma.
La luce ha la massima importanza ma si tratta di una luce da teatro più che di un processo ottico interno alla pittura: un fatto, alla fin fine, espressionistico.
Mario Monteverdi
Da: Dizionario critico Artitalia
Milano 1990