ARTE
Rino Sessa
La pittura di Rino Sessa evoca il grande movimento Futurista che ha lasciato segni nella storia dell’arte mondiale, e seguendone la dinamicità e il moto perpetuo come primo impegno nella sua pittura, propone una scomposizione formale, quasi caleidoscopica, dei suoi soggetti cercando così di portare lo spettatore in un fantastico gioco di luci e piani sfalsati, utilizzando una gamma cromatica flegrea, piena di slanci luministici e satura delle intense sensazioni che Pozzuoli e dintorni rimandano.
Figlio di Eduardo, pittore e ideatore con Monachesi del movimento “Istantaneista”, Rino è riuscito a creare un proprio percorso autonomo nella pittura contemporanea, avvalendosi di un rigoroso senso dell’osservazione e un congruo bagaglio cromatico.
Ci dice: “ …nel mio cammino pittorico i riferimenti sono ovunque, ovunque con il loro mutare, con il loro condizionare.
Tutto per me è da superare perché oggetto, figura, natura, forma, sono solo suggerimenti che si trasformano sulla tela in trans-figur-azione…”
Dopo un percorso che parte dagli anni settanta e che lo vede esporre e partecipare ad esposizioni nazionali, sceglie di dedicarsi al lavoro, rimanendo lontano dal pubblico a lungo, alternando periodi di ricerca e lavoro nello studio a qualche uscita in galleria.
La spontanea propensione a giocare con la forza delle linee e la scomposizione delle figure e dei paesaggi lo porta ad essere “unico” nel suo genere, ma soprattutto dimostra di cogliere pienamente nelle sue opere un lirismo acceso e un sentimento meridionale filosofico, che lo lega alle sue terre ed alla sua città, Pozzuoli.
Nell’ultima produzione incentrata sui quattro elementi della natura, riesce a liberare le forme ed avvolge lo spettatore in una luce calda e allo stesso tempo profonda; sposta l’attenzione su un astrattismo formale che rende più giustizia alla libertà di azione pittorica e interpretativa.
Artista sensibile e schietto, offre i suoi lavori con semplicità e sa smuovere le corde emozionali di chi osserva il suo lirismo pittorico.
Il superamento delle forme, la nuova definizione di un “tempo” offerto su altri livelli di interpretazione, pongono Sessa come evocatore di nuovi paesaggi dell’anima, dove collocare percorsi e emozioni.
Gianni Nappa
Napoli 11/12/2006













